Combattere i reati contro la fauna selvatica attraverso il diritto penale ambientale

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Direttiva UE sui reati ambientali
Revisione della direttiva

 

La Commissione ha proposto una revisione della direttiva sui reati ambientali nel dicembre 2021. La proposta intende chiarire alcuni termini contenuti nella direttiva e include un elenco aggiornato di reati ambientali, tipi e livelli di sanzioni armonizzati, misure per rafforzare le indagini e le azioni penali a livello internazionale, miglioramenti nella raccolta di dati statistici e misure per migliorare le catene di applicazione nazionali.

Le nuove categorie di reati penali proposte nella direttiva riveduta sulla criminalità ambientale sono:

  • commercio illegale di legname;
  • riciclaggio illegale delle navi;
  • estrazione illegale di acqua dalle falde o dalle acque superficiali;
  • gravi violazioni della legislazione europea sulle sostanze chimiche;
  • gravi violazioni relative alla gestione dei gas fluorurati ad effetto serra;
  • gravi violazioni della legislazione sulle specie esotiche invasive che destano preoccupazione nell'Unione;
  • grave elusione dei requisiti per ottenere l'autorizzazione allo sviluppo e per condurre una valutazione dell'impatto ambientale, causando danni sostanziali;
  • scarico alla fonte di sostanze inquinanti da parte delle navi.

La proposta chiarisce anche i termini giuridici indefiniti utilizzati per descrivere i reati ambientali nella direttiva attuale, come "danno sostanziale". Suggerisce criteri che spiegano in modo più preciso come interpretare questi termini. Ciò porterà a un'applicazione più armonizzata del diritto penale e della comprensione dei reati ambientali in tutta l'UE e a una maggiore certezza del diritto per i titolari di obblighi.

Vengono proposte nuove disposizioni sulle sanzioni. Le principali sanzioni per i reati penali sono le pene detentive e le ammende. La proposta riconosce che, in aggiunta, altre sanzioni e misure possono essere appropriate e necessarie. Le nuove norme propongono sanzioni accessorie, come la revoca delle autorizzazioni, le interdizioni e l'esclusione dall'accesso ai finanziamenti pubblici. Le sanzioni accessorie sono spesso considerate più efficaci delle sanzioni finanziarie, soprattutto per le persone giuridiche. Particolare attenzione è rivolta al ripristino dell'ambiente danneggiato.

Per quanto riguarda le sanzioni per le persone giuridiche, analogamente alla direttiva del 2008, la proposta tiene conto delle tradizioni giuridiche nazionali e prevede che gli Stati membri possano introdurre sanzioni, che per le persone giuridiche possono anche essere di natura non penale.

Per garantire che la pena sia efficace, proporzionata e appropriata, vengono proposte circostanze attenuanti e aggravanti. Le circostanze aggravanti includono la gravità del danno arrecato, il coinvolgimento della criminalità organizzata, i profitti illeciti generati o previsti. Le circostanze attenuanti includono il fatto di aver fornito alle autorità informazioni utili che altrimenti non avrebbero ottenuto.

La proposta prevede anche l'obbligo per gli Stati membri di garantire un'adeguata formazione, risorse, cooperazione, comunicazione e condivisione delle informazioni tra gli addetti all'applicazione della legge. Inoltre, rafforza il ruolo del pubblico: prevede misure per sostenere e assistere le persone che denunciano i reati ambientali e collaborano con l'applicazione della legge. Consente inoltre, a determinate condizioni, al pubblico interessato di essere presente nei procedimenti legati al perseguimento dei casi di reato, ove opportuno, in conformità alle norme stabilite negli Stati membri.